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Mamma sto male

S. Mezzera, S. Segantini e V. Selva
Mamma sto male
Terra Nuova Edizioni, pagg. 192, Euro 14,50


  IL LIBRO - Una tosse che non fa dormire, un raffreddore che non passa, una contusione che provoca dolore, i pidocchi che ritornano... Sono tante le occasioni in cui vorremmo avere un medico in famiglia, per affrontare le piccole emergenze che riguardano i nostri figli.

Nel libro 36 schede, in ordine alfabetico, suggeriscono come far fronte ai disturbi più comuni dei bambini con i rimedi omeopatici e fitoterapici e con l’alimentazione naturale, senza trascurare consigli sulla prevenzione.



Una guida pratica di primo soccorso pensata per tutti i genitori, anche per insegnar loro ad ascoltare i figli e per rassicurarli nei momenti più difficili, in attesa del medico.



  UN BRANO – "Si tratta di un’infiammazione della della parte dell'occhio che ricopre la superficie interna della palpebra e il bulbo oculare.
La congiuntivite in forma acuta si manifesta con sintomi come rossore, gonfiore palpebrale, lacrimazione abbondante, prurito, dolore, sensazione di corpo estraneo, vasodilatazione

Il verde dei parchi aiuta a combattere l’asma

La conferma dagli pneumologi europei riunitisi a Milano per il congresso della Società Europea di Medicina Respiratoria

 
 Non è la panacea per tutti i mali. Ma un valido aiuto per 
genitori e bambini asmatici sì. Per gestire i sintomi della malattia respiratoria, passare più tempo all’aria aperta fuori dai centri cittadini è quello che serve. Questo almeno è quanto affermato dagli pneumologi europei, riunitisi a Milano per il congresso della Società Europea di Medicina Respiratoria. Quello che sembrava essere un consiglio frutto dell’intuito dello specialista, diviene dunque oggi un messaggio confortato dai dati. Il verde dei parchi è un «alleato» alla lotta all’asma. 

  SINTOMI DELL’ASMA MENO ACCENTUATI PER CHI FREQUENTA I PARCHI  
A mettere l’affermazione nero su bianco è stato un gruppo di ricercatori statunitensi delle facoltà di medicina della Johns Hopkins University e dell’Università del Maryland. L’analisi è stata condotta comparando la frequenza dei sintomi (fiato corto, dolore toracico, respiro sibilante) manifestati nell’arco di due settimane da un gruppo di bambini asmatici residenti in città con quelli rilevati in un gruppo di coetanei abituati a frequentare con maggior frequenza un parco pubblico. Il risultato è stato chiaro: respirare aria pulita è l’arma più efficace per prevenire le malattie respiratorie, ma pure per gestirne i sintomi.  

  Oltre che per una questione di salubrità dell’aria, il miglioramento dei sintomi sarebbe dovuto anche all’effetto benefico che l’attività fisica avrebbe nei confronti dell’asma. Un’evidenza emersa già da diversi studi che potrebbe aver avuto il suo peso anche in questo caso.  

  «Un tempo con una diagnosi di questo tipo si sconsigliava l’attività sportiva nei bambini per evitare l’asma da sforzo, mentre ora la prospettiva è cambiata: abbiamo capito che il regolare esercizio fisico protegge dal peggioramento della malattia e dalla probabilità di diventare obesi», afferma Giorgio Piacentini, ordinario di pediatria all’Università di Verona e presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri).  

  L’indagine ha riguardato 196 bambini di età compresa tra 3 e 12 anni ed è stata condotta a Baltimora: una città che presenta livelli di inquinamento paragonabili a quelli di New York, ma inferiori ai rilevamenti effettuati periodicamente a Londra e a Milano. 

  DALLA PROGETTAZIONE DELLE CITTA’ UN CONTRIBUTO ALLA SALUTE  
  La valutazione quantitativa dei risultati ha permesso di evidenziare anche una correlazione tra la distanza dalla casa di un bambino asmatico e il parco e l’entità dei sintomi. Ogni trecento metri in più, i piccoli asmatici sperimenterebbero un giorno di malessere in più nell’arco di un anno. L’effetto è risultato essere più evidenti nei bambini con più di sei anni di età: in questo caso basta allontanarsi di 152 metri da un parco per vedere crescere le probabilità di rimanere condizionati per un giorno in più dai fastidiosi sintomi dell’asma.  

  Un dato, quest’ultimo, di non semplice interpretazione: a ridurre i benefici potrebbe essere la maggiore autonomia dei bambini più grandi, in grado di decidere di recarsi anche altrove. Ma che comunque non intacca il peso dell’evidenza raccolta: «Si tratta di risultati che supportano l’importanza dei parchi per la salute dei cittadini e che suggeriscono come una corretta politica edilizia possa avere un forte impatto sulla salute infantile», hanno affermato i ricercatori. 

Il latte della mamma ha (anche) proprietà antibatteriche

 Tra i numerosi benefici del latte materno, c’è anche la capacità di proteggere i bambini dalle infezioni batteriche. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista ACS Infectious Diseases dai ricercatori della Vanderbilt University di Nashville (Usa), secondo cui l’azione antibatterica sarebbe svolta non solo dalle proteine presenti nell’alimento, ma anche dagli zuccheri.


 “Questo è il primo esempio dell’attività generalizzata e antimicrobica svolta dai carboidrati presenti nel latte umano - afferma Steven D. Townsend, che ha coordinato lo studio -. Una delle straordinarie proprietà di questi composti è che, a differenza di molti antibiotici, non sono tossici”.
  Gli autori spiegano che il latte materno è una miscela complessa e variabile, costituita da proteine, grassi e carboidrati. In passato, gli scienziati hanno focalizzato la ricerca sulle proprietà antibatteriche delle proteine, trascurando il ruolo svolto dagli zuccheri. Gli esperti di Nashville, invece, hanno scoperto che questi composti, definiti anche oligosaccaridi, non solo costituiscono agenti antibatterici, ma aiuterebbero anche a migliorare l'efficacia antibatterica delle proteine. “Per la maggior parte del secolo scorso, i biochimici hanno sostenuto l’idea che le proteine fossero più importanti degli zuccheri – osserva l’esperto -. La maggior parte delle persone si è convinta della veridicità di quest’argomentazione, anche se non esistono dati che la sostengano. La funzione degli zuccheri è molto meno nota”.

Linee guida per la prevenzione

Linee guida per la prevenzione
ed il trattamento del dolore nel neonato
BioMedia, pagg. 132, Euro 30,00


  IL LIBRO - Con questo lavoro intendiamo diffondere e condividere le migliori pratiche analgesiche basate sull'evidenza scientifica con quanti sono quotidianamente impegnati nella cura del neonato, consapevoli che un'adeguata prevenzione e un corretto controllo del dolore devono essere parte integrante delle cure offerte al neonato ricoverato. Il riconoscimento delle fonti di dolore e la sua continua valutazione come 5° parametro vitale da riportare in cartella clinica, che ricordiamo dal 2010 è obbligo di legge - "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore" Legge N. 38 del 15 marzo 2010 - dovrebbero essere eseguiti di routine da medici e infermieri nella loro attività quotidiana e rappresentare uno dei capisaldi del miglioramento dei percorsi terapeutici e assistenziali nelle Neonatologie Italiane. Ringrazio personalmente i membri del Direttivo del GdS di Analgesia e Sedazione nel Neonato 2013-2015 che hanno collaborato a questa revisione con entusiasmo, intelligenza e precisione, portando ognuno il proprio contributo di esperienza e sapere.

  UN BRANO - “Interventi farmacologici locali

Se è possibile programmare la procedura e non siamo in presenza di un'urgenza, suggeriamo di applicare crema EMLA 0,5-1 g (ml = 1 g, 1/5 di tubetto da 5 g) per massimo 60 minuti prima del prelievo con un bendaggio occlusivo non aderente alla cute per non provocare dolore al momento di rimuoverlo e segnare l'ora di applicazione sul bendaggio

Il bebè manuale d'istruzioni

L. Borgenicht e J. Borgenicht
Il bebè manuale d'istruzioni
Gribaudi, pagg. 228, Euro 14,90


  IL LIBRO - Ma non crederete per questo di essere pronti a fronteggiare la più grande meraviglia tecnologica del creato: un bimbo appena nato.
Attraverso semplici consigli e coloratissimi schemi grafici, Il bebè, Manuale d’istruzioni risponde alle domande più frequenti: qual è la procedura ottimale per mettere un pannolino? Come posso programmare il mio bambino perché dorma tutta la notte? Ogni quanto devo portarlo dal pediatra per il tagliando?

  Qualsiasi dubbio o preoccupazione possiate avere, dentro questo Manuale troverete tutte le risposte. Con umorismo , autorità e competenza gli autori offrono centinaia di consigli utili a chi voglia apprendere le basi delle tecniche di controllo e gestione dei bambini da 0 a 12 mesi.

    UN BRANO - Monitorare l'apporto di cibo somministrato al bebè. Da 2 a 6 mesi. 
  Tra il secondo e il sesto mese di vita del modello standard, la tabella marcia delle poppate (sia che si tratti di consumo di latte materno sia che si ricorra a quello artificiale) seguirà un andamento più regolare. Dal quarto mese in poi, il piccolo quarto mese in poi il piccolo

Pizze spaziali

A. Cioffi e D. Castriotta
Pizze spaziali
BioMedia, pagg. 208, Euro 24,50


  IL LIBRO - PIZZE SPAZIALI nasce con l’intento di ricordare come la salute sia un obiettivo quotidiano che inizia dalla tavola e si rivolge soprattutto ai bambini e ovviamente ai loro genitori.

  Il libro offre dunque l’occasione/pretesto per parlare di un tema sempre importante e attuale: l’alimentazione e l’educazione alimentare in famiglia e a scuola. Il libro, comerecita il sottotitolo, è strutturato in 4 “episodi”.

Oggigiorno il cibo rappresenta una vera e propria difesa nei confronti di moltissime patologie… La pizza è un ottimo piatto unico… In questo libro troverete tanti gustosissimi modi per godere di questa eccellenza nazionale.”Marco Bianchi

  “Questo libro … è scritto … per permettere ad ognuno di addentrarsi nel variegato universo della pizza e programmare i suoi viaggi g-astronomici futuri”
Roberto Restelli

  “L’età evolutiva, dalla nascita sino alla maggiore età, è un periodo ”fertile” per educare ad una corretta alimentazione il bambino in crescita.””
Massimo Agosti

  UN BRANO - " La platessa è un pesce dal gusto delicato e dalla consistenza tenera, particolarmente adatto all'alimentazione dei bambini in quanto nella maggioranza dei casi

Il mio bambino non mi mangia

Carlos Gonzalez
Il mio bambino non mi mangia
Bonomi Editore, pagg. 210, Euro 13,90



  IL LIBRO - La madre si prepara a dare da mangiare a suo figlio mentre lo distrae con un giocattolo. Lei prende un cucchiaio e lui, subito, predispone il suo piano strategico contro l'eccesso di cibo: la prima linea di difesa consiste nel chiudere la bocca e girare la testa.
La madre preoccupata insiste con il cucchiaio. Il bambino si ritira allora nella seconda trincea: apre la bocca e lascia che gli mettano qualsiasi cosa, per non la inghiotte. I liquidi e i passati gocciolano spettacolarmente attraverso la fessura della sua bocca e la carne si trasforma in una immensa palla.

  Questa situazione, più tipica di un campo di battaglia che di un'attività quotidiana, illustra con umorismo la tesi centrale di questo libro: l'inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi.

  Mai obbligarlo. Non promettere regali, non dare stimolanti dell'appetito, ne castighi. Il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.

Il pediatra Carlos Gonzales sdrammatizza il problema e, indicando regole chiare di comportamento, tranquillizza quelle madri che vivono il momento dell'allattamento e dello svezzamento come una questione personale, con angustia e sensi di colpa.

Guardare troppa tv da giovani può

Danneggiare la prontezza mentale

Analizzato lo stile di vita di oltre 3mila persone dai 18 ai 30 anni: chi stava più di tre ore al giorno davanti alla televisione aveva peggiori performance cognitive a 50 anni

Avere visto tanta televisione da giovani può minare la prontezza mentale nella mezza età. È la conclusione di uno studio americano pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry, condotto da Tina Hoang dell’Istituto della California del Nord per la ricerca e l’istruzione e Kristine Yaffe dell’Università di San Francisco. Se la passione per la tv è spesso abbinata ai chili di troppo, pochi lavori finora hanno indagato l’associazione con le funzioni cognitive.

Performance cognitive scarse

Il team ha esaminato il tempo trascorso davanti alla televisione, lo sport praticato e la

I controlli per intercettare subito

  e risolvere possibili problemi

In 50 anni la sopravvivenza dei bambini nati in anticipo è passata dal 27 a oltre l'85 per cento, giù anche le conseguenze negative. Restano le paure dei genitori: assistenza adeguata e visite regolari possono migliorare la qualità di vita delle famiglie

di Elena Meli

 
  Ogni anno dai 40 ai 50 mila bambini nascono ben prima del termine della gravidanza. Sono sempre di più, ma rispetto ad appena cinquant'anni fa il loro destino è assai diverso: nel 1960 il 73 per cento dei prematuri al di sotto dei 1500 grammi moriva, oggi meno del 15 per cento non ce la fa. Così oggi l'obiettivo è ridurre ulteriormente le conseguenze negative di una nascita pretermine e garantire ai bimbi e alle loro famiglie una miglior qualità di vita e un'assistenza più attenta. Per questo, in
occasione della Giornata Mondiale del bambino prematuro del 17 novembre, la Società
Sanità, un parto su 3 con taglio cesareo: il caso «anomalo» delle cliniche private


 
  Nel 2013 più di un parto su 3 (35,5%) è avvenuto con il taglio cesareo, con notevoli differenze regionali, che comunque evidenziano «un ricorso eccessivo al parto per via chirurgica». Nelle case di cura accreditare si arriva al 53,8%. È quanto emerge nel Rapporto sull'evento nascita in Italia 2013 del ministero della Salute-Ufficio di Statistica della Direzione Generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica. 

  Il documento presenta le analisi dei dati rilevati dal flusso informativo del Certificato di

Vaccinazioni Pediatriche:

Vaccinazioni Pediatriche: Lettera aperta al Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità



Ill.mo Prof. Ricciardi, 
 
le Sue recenti prese di posizione pubbliche in merito alle vaccinazioni pediatriche ci inducono a scrivere Le per chiarir Le alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una riflessione serena.

  Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche
 e infatti conosciamo tutti l'utilità di questa pratica sanitaria.

  Molti anni di studio quotidiano della letteratura scientifica, con la quale abbiamo sempre documentato le nostre affermazioni e pubblicazioni sia scientifiche sia divulgative, ci hanno permesso di conoscere a fondo l'utilità ma anche i limiti delle vaccinazioni, che all'inizio noi sostenevamo e che molto frequentemente anche praticavamo. Però, questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche.

  Ci siamo infatti accorti che, dopo un'osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati,questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie

Piano vaccino

COSA SI MUOVE

Slitta di 15 giorni l'approvazione del Piano nazionale vaccini che doveva essere esaminato martedì 20 ottobre e che invece verrà valutato nella Conferenza delle Regioni del 5 novembre. In questi giorni peraltro la Cassazione ha negato un risarcimento a persona danneggiata da iniezione per vaccinazione obbligatoria e questo ha scatenato nuove polemiche. Intanto l'associazione Assis scrive a Camera e Senato e agli assessori regionali alla sanità.

di di Alexis Myriel

 
  Le Regioni hanno deciso uno spostamento del via definitivo dell'atteso e discusso documento sulla programmazione vaccinale. Il grosso nodo è la copertura finanziaria e…probabilmente il fatto che non tutti gli esponenti seduti intorno al tavolo la vedono allo stesso modo sull’annunciato “giro di vite” per le libertà di scelta individuali.

  Il coordinatore degli assessori alla sanità della Conferenza delle Regioni, Sergio Venturi ha riferito di un accordo tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Toti, per rinviare il tutto di 15 giorni. Il piano

VACCINI:

VACCINI: NON SI PERDA ALMENO IL BUONSENSO!

  
  Le richieste che avanziamo sul tema delle vaccinazioni pediatriche sono semplici, di assoluto buon senso:  chiarezza nell’informazione da fornire ai genitori prima dell’inoculazione, farmacovigilanza attiva, la realizzazione di uno studio di comparazione dello stato di salute dei bambini vaccinati e dei non vaccinati. Che “nessuno studio ha confrontato lo stato di salute dei bambini mai vaccinati con quello dei bambini completamente vaccinati”, che “la ricerca in atto non è stata progettata per valutare l’intero programma di immunizzazione” e che “non sono stati condotti studi per esaminare gli effetti a lungo termine del numero cumulativo di vaccini” sono affermazioni contenute nel Report del 2013 dell’Institute of Medicine USA.
Non è sufficiente citare una fonte così autorevole (e favorevole alle vaccinazioni) per ottenere quelle risposte che ancora non abbiamo?

  Non si tratta di essere favorevoli o contrari ai vaccini, ma la nostra richiesta è di

Dormire meno di sei ore

 Nuoce gravemente alla salute

 
 Dalla Gran Bretagna arriva una campagna lanciata dal governo chiedendo ai cittadini di riposare più a lungo per il bene della loro salute. Infatti, un terzo degli inglesi ha una media di meno di 6 ore di sonno a notte, una brutta abitudine che, secondo uno studio inglese, logora il fisico. Public Health England si rivolge in particolare alle persone fra i 40 e i 60 anni chiedendo loro aumentare le ore di sonno per migliorare lo stile di vita.

  Secondo uno studio dello Sleep Council, le conseguenze di nottate insonni potrebbe

Rigurgito notturno:

In che posizione mettere il neonato durante il sonno?

A pancia in sù è la posizione migliore per evitare soffocamento e morte in culla... vediamo perché...

da Dott. Raffaele Troiano - Pediatra

 
  Nonostante sia ormai da molti anni chiaro che la posizione più sicura per far dormire un neonato sia quella supina (a pancia in sù!) sono ancora tante le "resistenze" che ritroviamo in alcune famiglie, soprattutto da parte di nonne e persone più anziane che spesso restano fedeli alle vecchie tradizioni della pediatria di mettere i bimbi in posizione prona (a pancia in giù). Dopotutto non è neanche colpa loro: così sono state istruite circa venti anni fa, così hanno fatto coi loro figli

La neomamma che allatta smaltisce

Il grasso accumulato in gravidanza

di Alice Vigna

 
  Il latte materno è il migliore alimento per nutrire i neonati, su questo ormai ci sono pochi dubbi. Ma è una miniera di benefici anche per la mamma. Lo hanno spiegato ricercatori statunitensi durante il convegno «Excellence in Pediatrics» a Dubai, sottolineando come l’allattamento possa essere considerato una sorta di “quarto trimestre” della gravidanza per la donna, che così ha modo di portare a termine un percorso per cui il suo organismo si è preparato nei nove mesi precedenti. Non farlo è “rischioso”, visto che, ad esempio, è stato

Perché è meglio

 Che i bambini non mangino hot dog?

 

  Gli hot dog sono forse i panini più famosi di tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, i consumatori numero 1 di questo prodotto. Non si può negare che almeno una volta nella nostra vita ci siamo sentiti attratti dal delizioso sapore degli hot dog, essendo squisiti. Tuttavia, anche se hanno un sapore buonissimo, gli hot dog possono essere molto dannosi per la nostra salute, a causa della carne processata utilizzata per la loro preparazione e degli additivi chimici che contengono i wurstel, il pane e le salse.

  Essendo il cibo da fast food tanto invitante per molte persone, gli hot dog si sono

Autismo:

 Nuova normativa dal 12 settembre

 
  La legge sull’autismo sarà in vigore dal 12 settembre. Tra le novità, più assistenza al paziente per l’intero ciclo di vita, maggior sostegno al nucleo famigliare e strutture altamente specializzate nella trattazione della patologia. Le disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico sono state pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale col numero 134 (Serie Generale n.199 del 28/08/2015). Tale misura si propone di aiutare non solo il paziente in sé, ma di assistere anche la famiglia di quest’ultimo, ponendo le basi per garantire al soggetto affetto da autismo la maggiore integrazione possibile all’interno della comunità sociale, nonché il suo inserimento nel mondo del lavoro. L’obiettivo cardine è

I bambini non sono mai

 Troppo grassi, almeno per le mamme

Errori di valutazione: i genitori, specie se i figli sono piccoli, credono che la «ciccia» sia segno di salute

di Elena Meli

  «Mio figlio? Non è affatto grassottello, anzi». Le mamme dei bambini sovrappeso o obesi proprio non riescono a vedere i chili di troppo: il 40 % è addirittura preoccupato che il figlio possa essere sottopeso. Questa “cecità” dei genitori è dimostrata da due ricerche, una europea e l’altra statunitense, che hanno analizzato le convinzioni di migliaia di mamme e papà.

    Sottovalutazione di un potenziale problema
  «Purtroppo i genitori non identificano i chili in eccesso come un problema — conferma Giovanni Corsello, presidente della Società Italiana di Pediatria —. Anzi, soprattutto quando i figli sono piccoli credono che la “ciccia” sia segno di una crescita sana». Lo studio americano, pubblicato su Pediatrics, sottolinea

Sorrisi dei bambini a rischio:

 In aumento la carie nei più piccoli
 di Luisa Mosello

 
Addio ai bei sorrisi dei bambini? Speriamo di no anche se i dentini dei nostri figli non sono più integri e curati come in passato. Tutta colpa della carie che negli ultimi cinque anni la è aumentata del 15% nell'età infantile. A causa della crisi economica, infatti, la prevenzione é passata in secondo piano. Un quadro tutt'altro che confortante quello fornito dalla Sioi la Societá italiana odontoiatrica
infantile che punta invece a sensibilizzare in tutti i modi, con le unghie ma soprattutto con i... denti, le famiglie su quanto sia importante prevenire i danni di visite e terapie mancate nelle bocche dei più piccoli.

  Anche considerando i dati Istat secondo i quali oltre il 75% dei bimbi fra 3 e 5 anni non é mai entrato nello studio di un dentista. Più avanti, dai 6 anni in su per fortuna le cose un po' migliorano. Ma curare anche i denti da latte è importante. Si