Guardare troppa tv da giovani può

Danneggiare la prontezza mentale

Analizzato lo stile di vita di oltre 3mila persone dai 18 ai 30 anni: chi stava più di tre ore al giorno davanti alla televisione aveva peggiori performance cognitive a 50 anni

Avere visto tanta televisione da giovani può minare la prontezza mentale nella mezza età. È la conclusione di uno studio americano pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry, condotto da Tina Hoang dell’Istituto della California del Nord per la ricerca e l’istruzione e Kristine Yaffe dell’Università di San Francisco. Se la passione per la tv è spesso abbinata ai chili di troppo, pochi lavori finora hanno indagato l’associazione con le funzioni cognitive.

Performance cognitive scarse

Il team ha esaminato il tempo trascorso davanti alla televisione, lo sport praticato e la
prontezza mentale a 25 anni di distanza. Lo studio ha preso in esame, tramite un questionario, le abitudini e lo stile di vita di 3.247 persone dai 18 ai 30 anni. I ricercatori hanno preso in considerazione in particolare chi guardava tanta tv (più di 3 ore al giorno), mentre la funzione cognitiva è stata valutata con tre test su velocità di elaborazione, funzione esecutiva e memoria verbale, ripetuti negli anni. Ebbene, le persone risultate “tv-dipendenti” nei 25 anni di studio (353 su 3.247, il 10,9%) hanno anche mostrato più probabilità di incappare in performance cognitive scarse in alcuni dei test proposti.

Poco movimento, tanta tv

Anche la scarsa attività fisica nei 25 anni presi in esame (528 su 3.247 partecipanti) è stata associata con prestazioni carenti in una delle prove mentali. In generale, le probabilità di essere meno rapidi di testa sono risultate quasi due volte superiori per le persone che alle maratone col telecomando abbinavano una scarsa attività fisica (3,3% dei partecipanti). «Abbiamo scoperto che bassi livelli di esercizio e alte dosi di fruizione televisiva da giovani sono associati a performance cognitive peggiori nella mezza età. In particolare, questi comportamenti sono stati abbinati con una più lenta velocità di elaborazione e una peggiore funzione esecutiva, ma non con una ridotta memoria verbale», concludono gli autori.

Corriere Della Sera, 3 dicembre 2015

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